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EMDR+: un approccio multisensoriale al trauma

  Stimolazione multisensoriale e resilienza Di Joy Grifoni, psicologa Negli ultimi decenni la psicologia del trauma ha attraversato una vera e propria rivoluzione. Se fino a non molti anni fa si riteneva che elaborare un trauma significasse principalmente parlarne, oggi le neuroscienze raccontano una storia molto più complessa. Il trauma non rimane confinato nei ricordi coscienti, ma modifica il modo in cui il cervello interpreta il mondo, influenza il funzionamento del sistema nervoso, altera la regolazione delle emozioni e lascia tracce profonde anche nel corpo. Non è semplicemente qualcosa che ricordiamo: è qualcosa che continuiamo, inconsapevolmente, a vivere. È proprio questa nuova comprensione del trauma che ha portato allo sviluppo di trattamenti sempre più sofisticati, capaci di intervenire non soltanto sul contenuto del ricordo, ma sul modo in cui esso è stato immagazzinato dal cervello. Tra questi, l'EMDR rappresenta oggi uno degli approcci maggiormente studiati e ricon...
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SINDROME DA STRESS POST-TRAUMATICO

Conoscere e e comprendere il PTSD di Joy Grifoni, psicologa Quando si sente parlare di Disturbo Post-Traumatico da Stress, o PTSD, molte persone pensano immediatamente ai veterani di guerra o ai sopravvissuti di grandi catastrofi. È un'immagine comprensibile, ma profondamente incompleta. Il trauma psicologico non appartiene soltanto ai campi di battaglia. Può nascere tra le mura di casa, all'interno di una relazione affettiva, durante un incidente stradale, dopo una violenza, un lutto improvviso, un intervento medico invasivo o anni di trascuratezza emotiva. Soprattutto, può lasciare conseguenze che spesso passano inosservate, sia agli altri sia alla persona che ne soffre. Molti immaginano il PTSD come una condizione caratterizzata esclusivamente da incubi e flashback. In realtà, questi rappresentano soltanto una parte del quadro clinico. Esistono sintomi molto più silenziosi, che possono accompagnare una persona per anni senza che vengano riconosciuti come conseguenze di un t...

SOMATIZZAZIONE LEGATA AL TRAUMA

  Quando il corpo ricorda ciò che la mente dimentica di Joy Grifoni, psicologa Quante volte ci è capitato di dire "mi è venuto un nodo allo stomaco", "non riesco a respirare", "ho un peso sul petto", "mi sento paralizzato", senza renderci conto che quelle espressioni descrivono molto più di semplici modi di dire? Il nostro linguaggio racconta una verità che le neuroscienze hanno confermato solo negli ultimi decenni: il corpo e la mente non sono due entità separate. Ogni emozione modifica il corpo, così come ogni esperienza corporea influenza il nostro mondo psicologico. Quando un trauma non riesce a essere completamente elaborato, spesso non scompare. Cambia semplicemente linguaggio. E il corpo diventa la sua voce. Per molto tempo la medicina ha distinto nettamente i disturbi organici da quelli psicologici. Da una parte c'erano le malattie del corpo, dall'altra quelle della mente. Oggi sappiamo che questa separazione è molto più teorica...

TRAUMA SEMPLICE E COMPLESSO

  Quando il passato continua a vivere nel presente di Joy Grifoni, psicologa Quando si parla di trauma, molte persone immaginano un evento eccezionale: un grave incidente, una violenza, una guerra o una catastrofe naturale. In effetti, queste esperienze possono lasciare ferite psicologiche profonde, ma la realtà clinica è molto più articolata. Non tutti i traumi nascono da un singolo episodio drammatico e, soprattutto, non tutti producono le stesse conseguenze. Esistono persone che, dopo aver vissuto un evento estremamente grave, riescono progressivamente a rielaborarlo, mentre altre sviluppano importanti difficoltà psicologiche dopo anni trascorsi in un ambiente familiare apparentemente "normale", ma caratterizzato da continue svalutazioni, trascuratezza emotiva o imprevedibilità relazionale. Negli ultimi decenni la psicotraumatologia ha distinto due grandi categorie: il trauma semplice e il trauma complesso. Comprendere questa differenza significa capire perché alcune per...

ATTACCAMENTO TRAUMATICO

Il senso di colpa del sopravvissuto di Joy Grifoni, psicologa Quando si parla di dipendenza affettiva si tende ancora a immaginare una persona semplicemente incapace di chiudere una relazione o particolarmente bisognosa dell'altro. Questa visione, tuttavia, rischia di banalizzare un fenomeno psicologico molto più complesso. Nella pratica clinica capita spesso di incontrare persone perfettamente consapevoli di vivere una relazione che le fa soffrire, eppure incapaci di allontanarsene definitivamente. Non si tratta di debolezza, né di mancanza di volontà. Molto spesso ciò che tiene unita la coppia non è l'amore, ma un particolare meccanismo psicologico chiamato attaccamento traumatico. L'attaccamento traumatico nasce quando il sistema nervoso associa la stessa persona sia alla sicurezza sia al pericolo. È una condizione paradossale nella quale colui che provoca il dolore diventa anche l'unica figura capace di alleviarlo. Il cervello entra così in una dinamica profondament...

LE DIPENDENZE

Il circolo vizioso da cui nasce una dipendenza di Joy Grifoni, psicologa Le dipendenze, osservate nella loro complessità clinica e fenomenologica, non possono essere ridotte a un semplice problema di controllo del comportamento o a una reazione disfunzionale a una sostanza. Esse rappresentano piuttosto una modalità di funzionamento psichico che coinvolge profondamente la regolazione emotiva, l’organizzazione del Sé e i sistemi neurobiologici della motivazione e della ricompensa. In questa prospettiva, sostanze psicoattive, sessualità compulsiva e dipendenza affettiva non sono fenomeni separati, ma varianti di un medesimo tentativo: modulare stati interni percepiti come intollerabili attraverso soluzioni rapide, potenti e immediatamente efficaci. Dal punto di vista neurobiologico, uno dei sistemi centrali coinvolti nelle dipendenze è il circuito della ricompensa, che include aree come l’area tegmentale ventrale e il nucleus accumbens, strettamente legate all’attività dopaminergica. La d...

IL TRAUMA

Che cos'è davvero un trauma psicologico? Di Joy Grifoni, Psicologa Negli ultimi anni la parola trauma è entrata sempre più frequentemente nel linguaggio comune. La sentiamo utilizzare nei social network, nelle conversazioni quotidiane, nei programmi televisivi e persino nelle discussioni politiche. A volte viene impiegata per descrivere eventi drammatici come guerre, violenze o gravi incidenti, altre volte per indicare delusioni affettive, fallimenti personali o esperienze particolarmente dolorose. Questa diffusione ha avuto il merito di accendere l'attenzione sul tema della sofferenza psicologica, ma ha anche generato una certa confusione sul significato reale del termine. Dal punto di vista psicologico, un trauma non coincide semplicemente con un evento negativo. Nella vita tutti sperimentiamo dolore, perdite, frustrazioni e momenti difficili. Il trauma nasce quando un'esperienza supera la capacità della persona di elaborarla, comprenderla e integrarla nella propria stor...